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Provvigione e condizione sospensiva: quando spetta

Aggiornato il 19 ottobre 2026 · 4 min di lettura

Molte proposte d'acquisto sono subordinate alla concessione del mutuo o ad altri eventi. In questi casi la legge sposta il momento in cui nasce il diritto alla provvigione.

La regola dell'art. 1757 c.c.

Se il contratto è sottoposto a condizione sospensiva, il diritto alla provvigione sorge solo nel momento in cui la condizione si verifica. Finché la condizione è pendente, il mediatore non può pretendere il pagamento.

Se invece il contratto è sottoposto a condizione risolutiva, il diritto alla provvigione non viene meno quando la condizione si verifica.

Esempi frequenti in compravendita

Le condizioni sospensive più comuni nelle proposte d'acquisto sono:

  • concessione del mutuo all'acquirente entro una data;
  • vendita di un altro immobile da parte dell'acquirente;
  • regolarità urbanistica o catastale da verificare;
  • rinuncia alla prelazione da parte di terzi aventi diritto.

Contratto annullabile o rescindibile

Lo stesso art. 1757 c.c. prevede che, se il contratto è annullabile o rescindibile, il mediatore conserva il diritto alla provvigione, a meno che conoscesse la causa di invalidità.

Come si comporta Pago

Coerentemente con la legge, in presenza di condizioni sospensive Pago attende che si avverino prima di erogare l'anticipo. Da quel momento il credito è maturato e l'agenzia può ricevere l'anticipo in 72 ore.

Il cliente paga al rogito. Tu incassi in 72 ore.

Pago anticipa fino al 50% della provvigione, con un costo fisso del 4,50% sull'anticipo.

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Fonti

Contenuto informativo basato sui testi di legge citati. Non costituisce consulenza legale.

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